Mi chiamo Mohamud e Inditerraneo è il mio diario di bordo: uno spazio in cui costringermi a rallentare e lanciare idee nel mondo anche quando non sono perfette.
Scrivo di libri, fede, società, lentezza e storie che spesso restano ai margini. Sono figlio di una terra che amo e di due grandi corpi d’acqua: un mare e un oceano.
Non sono uno scrittore. Non sono un filosofo. Sono un tizio un po’ strambo con una tastiera. Un uomo tartaruga.
Vorrei che, con il tempo, Inditerraneo diventasse non soltanto il mio spazio, ma anche un luogo di conversazioni, interviste, podcast e voci che vale la pena ascoltare.